LA FATTORIA DEGLI ANIMALI - [1945] by Orwell George

LA FATTORIA DEGLI ANIMALI - [1945] by Orwell George

autore:Orwell George [George, Orwell]
La lingua: ita
Format: epub
editore: [krug book]
pubblicato: 2012-05-13T07:59:16+00:00


Capitolo VII

Fu un inverno molto crudo. Al tempo burrascoso seguirono piogge pungenti miste a grandine e a neve, e grandi nevicate, poi un gelo durissimo che cominciò a rompersi a febbraio. Gli animali tuttavia proseguivano, come meglio potevano, la ricostruzione del mulino, ben sapendo che il mondo di fuori li stava a guardare e che l'uomo, invidioso, avrebbe gioito e trionfato se il mulino non fosse stato terminato in tempo

Per dispetto gli esseri umani fingevano di non credere che fosse stato Palla di Neve a distruggere il mulino; essi dicevano che era caduto perché i muri erano troppo sottili. Ma gli animali sapevano che non era così. Pure era stato deciso di costruire i muri con uno spessore di tre piedi in luogo dei diciotto pollici di prima, il che significava ammassare un'assai maggiore quantità di pietra. Per lungo tempo la cava fu piena di mucchi di neve e non si poté far nulla. Qualche progresso fu compiuto durante il periodo di gelo asciutto che seguì, ma era un lavoro crudele e gli animali non si sentivano più così pieni di speranza come si erano sentiti prima. Avevano sempre freddo, e spesso anche fame. Solo Gondrano e Berta non si erano mai persi d'animo. Clarinetto faceva bellissimi discorsi sulla gioia del servire e la dignità del lavorare, ma gli altri animali trovavano maggiore ispirazione nella forza di Gondrano e nel suo inestinguibile grido: - Lavorerò di più!-.

In gennaio cominciò a scarseggiare il cibo. La razione di grano venne drasticamente ridotta e fu annunciato che in compenso si sarebbe data una razione supplementare di patate. Poi si scoprì che la maggior parte delle patate si era gelata, perché non era stata sufficientemente coperta. I tuberi erano divenuti molli e incolori e pochi erano quelli mangiabili. Per giorni e giorni gli animali non ebbero altro per nutrirsi che paglia tritata e barbabietole. La fame pareva guardarli in faccia.

Era questione vitale nascondere questo stato di cose al mondo di fuori. Imbaldanziti dal crollo del mulino gli uomini andavano inventando nuove menzogne sulla Fattoria degli Animali. Ancora una volta si sparse la voce che gli animali stavano morendo di fame e di malattie, che erano in continua lotta fra di loro e che erano risorti il cannibalismo e l'infanticidio. Napoleon ben sapeva che cosa sarebbe avvenuto se la realtà della situazione alimentare fosse stata conosciuta, e decise quindi di servirsi del signor Whymper per divulgare una impressione contraria. Fin allora gli animali avevano avuto poco o nessun contatto con Whymper durante le sue visite settimanali; ora però alcuni animali scelti, per lo più pecore, ebbero istruzione di far giungere alle sue orecchie, così, come a caso, che le razioni erano state aumentate. Inoltre Napoleon ordinò che i recipienti quasi vuoti nel magazzino viveri fossero riempiti fino all'orlo di sabbia e ricoperti poi con quanto restava di grano e di farina. Con qualche acconcio pretesto Whymper fu portato nel magazzino ove poté dare un'occhiata alle provvigioni. Fu tratto in inganno e continuò a sostenere nel mondo di fuori che alla Fattoria degli Animali non v'era affatto scarsità di viveri.



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